Molti miei amici mi considerano un caso oramai perso. Ho due grandi amori nella vita, uno è la mia dolce metà in carne ed ossa ed uno è la Vespa. Il lavoro, che mi ha portato sempre lontano, mi da la scusa, tutti i week end, di prendere la mia vespina per tornare a casa, ovunque io sia, nel ragionevole arco di 4-500 km. La Vespa è meravigliosa ma non è propriamente un mezzo di trasporto veloce ed il sottoscritto di solito sceglie sempre le stradine più piccole sulla cartina geografica per trovare meno traffico possibile e godermi la strada. Per questi motivi i miei amici “normali” mi hanno sempre bollato come quello strano che macina km parlando ed ascoltando il sordo borbottare della Vespina (però poi passano tutti dal mio box se hanno la Vespa con il mal di pancia).
Vi scrivo queste poche righe non per autocelebrare il mio rapporto con la Vespa ma perché mi fa piacere trovare lo stesso seme di follia nei miei amici. Andreas è un membro dell’Oldtimer Vespa Club di Monaco, ci siamo conosciuti durante un bellissimo raduno a Roquebrune Cap martin, lui è uno dei matti della pattuglia acrobatica che, con Robin Davy, ha catalizzato l’attenzione di tutti i Vespisti presenti durante i due giorni di manifestazione.

Bellissimo raduno, seratona indimenticabile e poi, come con tutti gli amici Vespisti un arrivederci, non si sa dove, ma comunque le nostre strade si incroceranno ancora. Giovedì 15 maggio, giornata grigia, sono arrivato al lavoro con l’Ape perché non avevo voglia di bagnare al Vespa per fare solo 10 km, immerso nel turbine delle 1000 cose da fare, ecco spuntare tutto contento Andreas da Monaco, con un bel sorrisone e la sua fida Vespa, una 125 farobasso rigorosamente conservata. Ci sono tanti Vespisti che passano al Museo Piaggio a trovarmi ma la sua visita mi ha colpito particolarmente per le motivazioni del suo viaggio: raggiungeva la sua ragazza, in vacanza con i genitori, in un paesino vicino a Pontedera e per farlo era partito da Monaco di Baviera con la sua fidata Vespa. Capisco il black out celebrale che fa compiere certe pazzie, capisco benissimo il suo sorriso quando, invitato a fermarsi per mangiare un boccone, mi ha risposto: “no grazie, sono quasi arrivato!”
Non so se sono riuscito a trasmettevi la felicità di vedere il seme della follia Vespistica anche in altri amici a ruote basse, dovevate vedere quel sorriso, quello di colui che da solo, in Vespa ha attraversato mezza Europa per arrivare dalla sua Principessa.
Dedicato a tutti coloro che sanno provare certi sentimenti ed alla Vespa che fedele, sempre, ci accompagna.
Marco