Noi uomini siamo fatti così, se abbiamo una cosa in testa…. Tutto il resto passa in secondo piano. Erano mesi che, per una storia o l’altra la trascuravo. La vita, il lavoro e tutto ciò che ci cade addosso come una tegola molte volte ci allontanano da ciò che veramente ci piace. Così erano 2 mesi che non usavo la mia preferita, la Vespa azzurrina della quale non scrivo il nome perché il nostro rapporto (tra me e la Vespa) è una cosa privata.
Sono evaso dall’ufficio martedì ad un orario quasi decente, un giro in chat per ritrovare gli amici e via, di corsa a casa da lei…
Seconda pedalata (è immorale avviarla con il motorino d’avviamento) ed il suo rauco 2T ha iniziato a borbottare. Che gioia, tornare bambino in 40 secondi!
Via, come un matto a quasi 80 km/h verso Livorno per l’aperitivo vespistico… godermi la strada, il tramonto e lei sotto con il suo “BROOOOOOOOOO” ignorante che mi accompagnava felice. Solo un Vespista può capire la soddisfazione, rallentare nei paesini senza scalare per poi sentire il rumore ancora più cupo del motore in coppia…. Peccato che tutto fosse rovinato da un fastidiosa, orrenda e martellante vibrazione. Odio le vibrazioni o meglio, odio quelle che non conosco, la Vespa deve vibrare, ma nel modo giusto! Andata e ritorno con quel rumorino metallico che mi uccideva.. Mi fermavo, la parcheggiavo sgasando per trovare la causa della mia dannazione ma niente, la vibrazione, che è anche dispettosa, si nascondeva per farmi impazzire. Notti insonni a consultare lo spaccato della Vespa a cercare cosa potesse generare il fastidiosissimo rumore e niente…
Ero disperato, pensavo fosse il suo modo per dirmi che ero stato un vigliacco a non guardarla per tutto quel tempo…mi sentivo in colpa quando, ieri sera al ritorno dall’osteria dei vespisti, il lampo di genio, voi vedere che mi sono dimenticato di stringere un accessorio che le ho montato prima del Vespa World Days? Altri 50 secondi e la vibrazione è stata eliminata, non era colpa sua, lei, come al solito è bellissima, stupenda e perfetta… gli errori, semmai, li faccio io, sono un pasticcione.
A lei che mi sopporta e mi porta in giro, la mia Vespa
Marco