24 ore vespistica, un nome destinato ad entrare nella leggenda delle manifestazioni turistiche elvetiche. L’invito arriva direttamente dal Vespa Club Svizzera che mi propone di vivere 2 giorni tra le verdi montagne tra Zurigo, Lucerna ed Interlaken scoprendo tanti passi alpini fuori dal normale turismo di massa. L’idea mi piace, gruppetto di partecipanti selezionato, gruppo di Vespa eterogeneo, tanta voglia di divertirsi e, sorpresa delle sorprese, scoprire che il trofeo turistico ha anche un aspetto “sportivo” (alla fine ci sarà anche una premiazione ed un bel trofeo per il vincitore).

Ovviamente non è una vera e propria gara come potremmo intendere il VespaRallly o l’europeo di Gimkana però, sfruttando la capillare rete ferroviaria elvetica, si è riuscito a creare controlli a timbro sfruttando le obliteratrici presenti in ogni sperduto paesino. Il viaggio è stato accompagnato da un caldo soffocante tra Pontedera e Lugano, temevo che la Vespa si sciogliesse in frontiera dove mi fermai ad acquistare il talloncino autostradale. Sono arrivato a rimpiangere il sol leone all’uscita di una galleria alle porte di Lugano, uno scroscio d’acqua mi comunicava, ufficialmente che il sito di “meteo swisse” non si era sbagliato e le previsioni di pioggia erano confermate…. accidenti!!!! Tempo d’infilarmi la tuta antipioggia seduto sul guard rail e di ringraziare l’idea di aver gommato nuova la Vespa prima di partire e via per l’ultimo tratto di trasferimento fino al piccolo paesino di Dietikon, in Argovia, dove avrei incontrato Patrick, amico e compagno di mille pazzie a ruote basse. Il giorno dopo ci si trova di buon ora con gli altri ragazzi del Vespa Club Zurigo per partire verso Lucerna, meta il museo dei mezzi di trasporto. Al meeting si presentano una ventina di bagnatissimi vespisti provenienti da tutta la Svizzera.

L’Organizzatore ringrazia tutti i presenti e ci indica il percorso sulla cartina segnalandoci le insidie della strada bagnata e raccomandandoci di porre attenzione su un passo sterrato reso insidioso dalle abbondanti piogge.
Il resto della cronaca è un bellissimo viaggio su stradine secondarie con panorami resi lunari dalle nubi basse (non ha mai smesso di piovere) e dall’assenza di esseri umani tolti i temerari vespisti che hanno sfidato e vinto la natura a bordo delle fidate Vespa. Achille, la mia GT 200, ha dimostrato delle doti “nautiche” notevoli, precisa in inserimento e dolce nell’allargare quando il ritmo era troppo allegro.
Arrivati nella serata di sabato ad Interlaken abbiamo trovato facilmente l’albergo prenotato dagli Organizzatori che è stato molto apprezzato per fare asciugare un po’ le ossa in vista della giornata di domenica.
Il meteo, essendo svizzero, quindi preciso, non ha voluto deluderci e ci ha accompagnato fino al barbecue del pranzo con timidi scrosci di pioggia alternati ad altrettanto timide schiarite.
Pranzo in agriturismo con il Presidente del Vespa Club Svizzera Michael Leupi e poi ognuno verso le proprie dimore.
Il giorno successivo, sempre sotto l’acqua fino al traforo del Gottardo, ho fatto il mio personalissimo “Addio Monti” salutando le verdi vallate della Svizzera centrale.
Ammetto di essermi un po’ perso perché non volevo rovinare la carta stradale tirandola fuori con i guanti umidi ed ho accusato un paio d’ore di ritardo sulla tabella di marcia.
Gli ultimi 400 chilometri sono stati salutati da un bel sole che ha fatto dimenticare tutta l’acqua presa ed ha reso la guida più confortevole poiché senza tuta antipioggia. Rientro felice a Pontedera con in cuore una avventura in più.
Un grazie speciale ad Achille che ha saputo, con sicurezza portarmi a casa con delle strade veramente allagate, a tutti gli Organizzatori che hanno saputo inventare una nuova forma di turismo in Vespa ed a tutti i partecipanti che si sono trovati a vivere una vera e propria avventura con le loro fide Vespa.
Posso solo dire: “ ci vediamo il prossimo anno!”
Marco Manzoli